Test

1970-80

LE BICI DI EDDY MERCKX

Per la prima volta l’azienda marchia con il “cuore”le biciclette di un Team professionistico: succede con le biciclette verdi fornite alla G.B.C. nel 1973 con Panizza, Francioni e Turrini. De Rosa continua a costruire per diversi professionisti: nel ’73 arriva alla Molteni come meccanico ufficiale di Eddy Merckx e con lui inizia un sodalizio professionale senza eguali: Merckx è esigente e la sua sensibilità come corridore aiuta Ugo a capire dove migliorare il mezzo. Nel ’76 Ugo costruisce per Francesco Moser (che con quelle biciclette vince tre Parigi-Roubaix) e nel Giro d’Italia 74 su un centinaio di corridori, un’ottantina corrono su telai costruiti da De Rosa (anche se non sempre marchiati con il cuore).
1960-70

L'INTERNAZIONALIZZAZIONE

Alla fine degli anni ’60 i telai varcano i confini nazionali: in Europa amatori e professionisti iniziano a correre su De Rosa e, da lì a qualche anno, i telai “made in Cusano Milanino” varcano i confini europei. Durante il decennio sono diversi i corridori che iniziano a scegliere De Rosa come costruttore: Ugo costruisce per la Max Mayer di Gastone Nencini, nel ’69 inizia la collaborazione con Gianni Motta che durerà per tutta la sua carriera, così come quella con Eddy Merckx. Sono gli anni in cui Rick Van Looy vince i campionati del mondo: De Rosa è il suo meccanico e lo segue in ammiraglia.
1953

LA NASCITA

De Rosa nasce in questo momento storico, nel primo dopoguerra quando c’è voglia di creare: Cinelli nasce nel ’48, Colnago nel ’54. Milano è energica. Le idee alimentano i sogni e la voglia di lavorare sta segnando il passo tra i costruttori: Ugo ha iniziato come meccanico ma le sue biciclette sono “geometricamente innovative” e i corridori vogliono correre su De Rosa.
1993

IL TITANIO

De Rosa sceglie di utilizzare il titanio: materiale per pochi eletti, rappresenta da allora e per sempre il metallo da intenditori. Forte come acciaio e leggero come alluminio, Doriano gli dà forma con tutte le difficoltà di lavorazione che comporta. Una De Rosa in titanio è la bicicletta ufficiale del Team Gewis con cui arrivano i successi per Argentin; Furlan, Berzin, Ugrumov. La bicicletta del cuore è sul podio di tutte le classiche: Milano – Sanremo; Liegi-Bastogne - Liegi; Freccia Vallone; Giro d’Italia; Giro di Lombardia; Tour de France.
1997

L'ALLUMINIO

L’alluminio è il nuovo materiale: già nel 1994 Danilo, che corre le Gran Fondo e costruisce le biciclette, intuisce che c’è voglia di nuovi materiali e di qualcosa di diverso nella cosmesi della bicicletta: il telaio comincia a cambiare perché i tubi di sezione sono più grandi e consentono grafiche diverse che danno spazio a emozioni e colori. Inizia così l’ascesa di un metallo tecnicamente versatile, leggero e reattivo che consente alte performance. Il Merak diventa il telaio “testimonial di una svolta tecnica ed emozionale”: diversi i successi con Casagrande che arriva secondo al Giro d’Italia; Pellizzotti e Caucchioli. Il nuovo millennio si apre con la vittoria di Vainsteins e il Campionato del Mondo del 2000 è targato Merak. I telai si costruiscono in acciaio, titanio e alluminio: sono materiali conosciuti e maturi. Le forcelle di ultima generazione sono in carbonio, materiale giovane, con potenzialità da far emergere.
2000

IL CARBONIO

Danilo e Cristiano hanno imparato che l’evoluzione nasce sulla strada, le novità sono nella mente di chi corre, nelle sensazioni e nei desideri di chi la bicicletta la vive dalla sella. Dall’esperienza personale capiscono che la svolta sarà il carbonio. Il nuovo millennio nasce con il KING che incarna la filosofia De Rosa del telaio “Customizzato”. Con il miglioramento delle resine e degli incollaggi, il carbonio diventa per De Rosa la fibra ideale con cui perseguire il suo head-line di azienda che fa del “su misura” il suo “one-to-one”.